Protesi al seno, le novità 2012

Le protesi al seno costituiscono alcune delle più importanti operazioni di chirurgia estetica e plastica richieste dalle donne.

Operazioni che le esponenti del gentil sesso vorrebbero fossero accompagnate dall’assenza di cicatrici e da alcune complicazioni. Inconvenienti che purtroppo, mal volentieri, caratterizzano le brutte sorprese post-intervento chirurgico. Eppure, grazie ad alcune recentissime innovazioni in materia, qualcosa sembra stia veramente camabiando, con una svolta che dovrebbe poter condurre le operazioni di innesto di protesi al seno verso la tanto desiderata perfezione. O quasi.

Ad assicurarlo è il presidente dell’Aicpe (Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica), Giovanni Botti, che tuttavia ricorda, con la dovuta e condivisibile cautela, che “tutte le novità hanno bisogno di essere supportate da studi clinici e scientifici seri che ne confermino la validità e la sicurezza”. Prudenza, pertanto, ma anche fiducia e ottimismo in merito alle nuove rivoluzioni dell’impiantistica.

Prudenza, ripetiamo, dovuta soprattutto alle recenti cattive esperienze in materia: è ancora sotto gli occhi di tutti lo scandalo delle protesi Pip, riempite con silicone non medicale e pertanto potenzialmente dannose per l’organismo, e ancora lo stop all’indicazione per l’aumento del seno del gel Macrolane, poiché rendeva le indagini radiologiche meno precise.

Nonostante tutte queste indicazioni, l’innesto di protesi continua ad essere la soluzione più consigliata dai medici accompagnata, ma solo al secondo posto, dal trapianto di grasso prelevato da altre regioni del corpo. Tale ultimo intervento, nei confronti del quale sono stati compiuti importanti passi in avanti, è tuttavia in grado di offrire risultati straordinari prevalentemente se preceduto da una espansione delle mammelle con uno speciale reggiseno a pressione negativa, chiamato Brava, che consente di incrementare insieme al volume, e quindi allo spazio disponibile, anche la vascolarizzazione delle mammelle, e quindi l’attacchimento del grasso.

Inoltre, il trapianto di grasso si rivela una tecnica efficace non solamente per gli interventi a scopo estetico, ma anche ricostruttivo, sebbene i risultati dipendano dalla tecnica e dall’esperienza del chirurgo.

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